La Slovenia, un paese che non viene menzionato ogni giorno nei notiziari! La Provincia gesuita della Slovenia, una “piccola” Provincia che non è spesso in prima linea nelle notizie della Compagnia! È qui che il P. Arturo Sosa ha scelto di trascorrere qualche giorno, soprattutto per celebrare con i suoi confratelli sloveni il 50° anniversario della fondazione di questa Provincia gesuita situata nel cuore dell’Europa, al crocevia delle culture romana, germanica e slava. Per il padre Sosa, così come per il Provinciale Ivan Bresciani e la sua équipe, questa visita non si colora di nostalgia, ma dà l’occasione di identificare meglio il rapporto tra l’attività dei gesuiti negli ultimi 50 anni e le sfide che le Preferenze Apostoliche Universali rappresentano per il futuro della Provincia slovena. È con esitazione che i gesuiti della Slovenia ammettono che gli orientamenti delle Preferenze non hanno ancora raggiunto l’intera Provincia, i gesuiti e i partner nella missione. Le celebrazioni giubilari e la visita del Padre Generale dovrebbero dare impulso a questo impegno per il futuro.

Abbiamo chiesto a tre gesuiti sloveni di raccontarci come stavano vivendo il giubileo della loro Provincia e la visita del padre Sosa tra loro: si tratta del Superiore Provinciale, il P. Ivan Bresciani, del P. Janez Poljanšek, ex maestro dei novizi, e del P. Primož Jakop, vicario parrocchiale.

Dal P. Ivan Bresciani SJ

Il 31 luglio di quest’anno per la festività di sant’Ignazio, la Provincia slovena della Compagnia di Gesù ha festeggiato i 50 anni dalla propria fondazione. In occasione di questo anniversario, dal 24 al 27 ottobre, ci farà visita il Padre Generale Arturo Sosa, Superiore Generale della Compagnia di Gesù dall’ottobre del 2016.

Lo scopo della visita è in primo luogo esprimere la nostra gratitudine per questi 50 anni di attività indipendente. In confronto alle altre Province della Compagnia, siamo piccoli e giovani ma, nel corso degli ultimi 50 anni, abbiamo comunque fatto molto nell’apostolato spirituale, pastorale, culturale e intellettuale in Slovenia. Oggi siamo consapevoli che la struttura della Chiesa sta cambiando, specialmente nel mondo occidentale, a causa della scarsità di vocazioni spirituali e di altre sfide che ci attendono. È questo il motivo per il quale la Compagnia di Gesù si sta organizzando in un modo nuovo tramite le unioni tra le Province.

Il secondo scopo della visita del P. Generale è di ascoltare il suo discorso sulle Preferenze della Compagnia di Gesù. Il P. Generale ci presenterà queste Preferenze Apostoliche e ci solleciterà a vivere e a lavorare in accordo con esse. La parola “preferenza” può significare innanzitutto una spinta a raggiungere una meta; ma di fatto si tratta piuttosto di uno stile di vita che la Compagnia di Gesù è chiamata ad assumere e a vivere nelle proprie comunità e istituzioni. Si tratta di vivere e di respirare insieme il contenuto delle Preferenze Apostoliche nella nostra vita quotidiana.

Dal P. Janez Poljanšek SJ

Con gioia aspetto la visita del Superiore Generale, segno della sua cura fraterna e paterna per la vita e la missione dei gesuiti, così come dei nostri amici e collaboratori. Il padre Sosa viene nell’anno in cui la nostra Provincia con gratitudine celebra il 50° anniversario della sua esistenza, però il nostro sguardo è piuttosto rivolto al futuro, verso le possibilità di unificazione e di collaborazione con le altre Provincie. Penso che il P. Generale ci confermerà nella nostra missione e ci spingerà, a noi gesuiti e ai nostri collaboratori, alla ricerca creativa di nuovi modi di annunciare e di testimoniare Cristo.

Dal P. Primož Jakop SJ

Cinque decenni di esistenza della Provincia dei gesuiti della Slovenia per me sono in primo luogo un motivo di gratitudine. Innanzitutto, la gratitudine verso Dio perché ha suscitato nei confratelli che prendevano le decisioni un desiderio abbastanza chiaro su cosa si dovesse fare. Il giubileo è quindi, per me, una conferma che il bisogno che era stato riconosciuto di una nuova Provincia, propria degli sloveni, faceva parte del piano Divino. Ma sono ugualmente grato ai confratelli che hanno seguito la volontà di Dio.

Allo stesso tempo, vivo quest’anniversario come una sfida per me e per la mia generazione: Dove ci chiama Dio oggi? Attendo dunque con gioia la visita del padre Sosa, confidando nel fatto che sotto la sua guida sarà più facile trovare le risposte a questa sfida.

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