Già ai tempi di sant’Ignazio, i gesuiti erano chiamati a interessarsi, a volte a impegnarsi, nel mondo diplomatico, tenendo sempre presenti gli obiettivi di pace, incontro e cura dei più poveri. Nel XXI secolo, tra le città del mondo in cui la diplomazia svolge un ruolo di primo piano, troviamo Ginevra. Le Nazioni Unite vi hanno collocato molte delle sue organizzazioni e la città è da tempo un luogo d’incontro per i negoziati di pace.

La Provincia Svizzera ha dunque scelto, in occasione della visita del padre Sosa, Superiore Generale, di presentare i progetti di portata internazionale in cui i gesuiti residenti a Ginevra sono coinvolti. Si tratta di attività legate a organizzazioni a favore di valori e persone la cui esistenza dev’essere rammentata al mondo diplomatico.

Il padre Sosa ha avuto l’opportunità di incontrare gesuiti e laici attivamente impegnati in questo apostolato internazionale. Erano presenti rappresentanti delle seguenti organizzazioni: Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Ufficio Internazionale del JRS, JWL (Jesuit Worldwide Learning), Consiglio Mondiale delle Chiese, Nunziatura Apostolica presso le organizzazioni internazionali e non mancavano rappresentanti della Diocesi di Ginevra. I circa trenta partecipanti avevano ricevuto in anticipo la lettera del Padre Generale che presentava le Preferenze Apostoliche Universali. Era stato chiesto loro di prepararsi in anticipo e ogni gruppo era chiamato a dire se e come, nel proprio livello e raggio d’azione con dimensione apostolica e internazionale, si sentiva in sintonia con gli orientamenti delle Preferenze.

Riportiamo alcune testimonianze tra gli interventi. Il padre Kevin White ha sottolineato come la presenza del JRS a Ginevra abbia permesso all’organizzazione gesuita di riportare la questione dei rifugiati all’attenzione di molti enti internazionali, tra cui l’ONU. Il lavoro relativamente nuovo del JWL, sotto la responsabilità di Peter Balleis, un gesuita tedesco, è affine alle preoccupazioni del JRS. Consentire l’accesso all’istruzione superiore a giovani in situazioni precarie, e in particolare a quelli che vivono nei campi rifugiati, è più efficace se il progetto s’inserisce nel contesto internazionale di Ginevra. La testimonianza di una donna siriana ha confermato che è stato grazie all’istruzione ricevuta che lei e la sua famiglia sono riuscite a sopravvivere.

Il rappresentante del Consiglio Mondiale delle Chiese, Martin Robra, ha affermato che le Preferenze della Compagnia di Gesù sono al centro delle preoccupazioni delle Chiese. Tuttavia, ha sottolineato che la chiave più importante per raggiungere i giovani è senza alcun dubbio l’attenzione alla “nostra casa comune”. Nick Store, dell’UNHCR, si è sentito interpellato dalle due Preferenze dell’accompagnamento degli emarginati e dell’accompagnamento dei giovani: questa è l’essenza dell’attività in cui si impegna.

Un intervento notevole è stato quello di Anna Biondi, sindacalista italiana che lavora all’OIL. Ha notato nelle Preferenze un sostegno a un’istruzione più ampia rispetto alla semplice trasmissione di competenze specifiche utili per il mercato del lavoro. Ha aggiunto che, per rispondere alle speranze di pace dei giovani, è essenziale un appello a cambiare le regole del mondo economico, attualmente concepite per pochi ricchi.

L’importanza della costruzione di comunità, del discernimento, dell’apertura al cambiamento, della consapevolezza del ruolo limitato ma reale che le Chiese possono avere a livello internazionale per promuovere questioni sociali e umane, è stata al centro dell’incontro. Nel suo ultimo intervento, il P. Arturo Sosa ha ripreso un aspetto importante della terza Preferenza Apostolica, che fa riferimento alla necessità di camminare con i giovani nella creazione di un futuro pieno di speranza. Bisogna saper imparare dai giovani, non tanto “aiutarli”, ma sapersi far aiutare da loro per servire meglio in un mondo in continuo divenire.

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