La Provincia del Vietnam si presenta e il Padre Generale condivide le sue intuizioni

Due terzi dei 260 gesuiti della Provincia del Vietnam sono in formazione. Questo è un dato importante che faceva parte del dettagliato ritratto presentato al Padre Generale in forma audiovisiva. Si tratta di una situazione al tempo stesso promettente e difficoltosa. Il pomeriggio di lunedì 3 dicembre è stato dedicato a un incontro a cui hanno partecipato quasi tutti i gesuiti della Provincia del Vietnam. Infatti, a parte coloro che si trovano in infermeria e coloro che vivono all’estero, tutti hanno preso parte a un momento così importante come la visita del Padre Sosa.

Poche pagine di storia, ma soprattutto un’enfasi sulle sue molteplici aree di impegno apostolico e sulla vita delle comunità dei gesuiti. Il Padre Generale e i suoi due assistenti hanno saputo cogliere le sfide specifiche di una Provincia in via di sviluppo. Gli stessi gesuiti avevano appena trascorso una giornata di formazione sui temi della partecipazione, del dialogo, della collaborazione e del lavoro in rete.

Il Generale ha poi preso la parola e ha fatto una presentazione in cinque punti, delineando ciò che gli sta particolarmente a cuore in questo momento come Superiore Generale dei gesuiti. Si tratta: del discernimento in corso sulla scelta delle preferenze apostoliche universali, progetto che coinvolgerà Papa Francesco; poi un’attenzione - un esame da fare - in tutta la Compagnia sul tema della povertà che, nel nostro tempo, deve includere una dimensione ecologica; l’importanza di far progredire la cultura della prevenzione e della tutela dei minori e delle persone vulnerabili; l’importanza della collaborazione, che implica anche un cambiamento di mentalità, non solo combattendo ogni forma di clericalismo, ma permettendo ai gesuiti di comprendere che ai nostri tempi “non hanno collaboratori”, ma che sono essi stessi collaboratori insieme ad altri.

In conclusione, il P. Sosa ha ricordato la sua esperienza al Sinodo sui giovani, la fede e il discernimento vocazionale. A suo avviso, la partecipazione dei giovani ha permesso alla Chiesa di progredire sulla via tracciata dal Vaticano II, secondo la volontà di Papa Francesco. Infine, ha citato i “segni dei tempi” che sono la secolarizzazione, il mondo digitale e i flussi migratori.

 

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