Quest’illustrazione della Deposizione dalla Croce mostra tre Superiori Generali dei gesuiti che si sono assunti le loro responsabilità nei momenti difficili della storia della Compagnia di Gesù: in alto il P. Giuseppe Pignatelli, al centro il P. Jan Roothaan, in basso il P. Pedro Arrupe.
Introduzione della causa di beatificazione
In una lettera indirizzata a tutta la Compagnia di Gesù, il P. Arturo Sosa ha annunciato la procedura che porta alla possibile beatificazione del P. Pedro Arrupe, 28º Superiore Generale della Compagnia, dal 1965 al 1983. Nel corso degli ultimi mesi, il P. Sosa aveva condiviso l’intenzione della Compagnia di far procedere questa pratica. Le numerose reazioni che ha sentito e ricevuto hanno rafforzato il suo proposito di portare avanti tale progetto.
Da ogni parte le testimonianze manifestano le qualità eccezionali del P. Arrupe: il suo desiderio di realizzare in tutto la volontà del Padre, il suo essere radicato in Gesù Cristo, la sua fiducia nello Spirito Santo come guida della Chiesa, la sua lealtà incontrastata verso il Santo Padre, il suo spirito missionario, la sua fedeltà al nostro “modo di procedere”, la sua sensibilità di fronte ai drammi sociali, il suo amore e la sua vicinanza ai poveri.
Nella sua lettera, il P. Generale sottolinea come, con la preghiera insistente nella quale il P. Arrupe chiedeva a Dio di comprendere il significato attuale delle intuizioni ignaziane, la vita del gesuita sia stata rinnovata nelle sue svariate dimensioni. Grazie a lui, la Compagnia di Gesù, la Chiesa e la società hanno potuto e possono ancora nutrirsi di tutta la ricchezza ignaziana adattata al momento presente.
Tanti aspetti dell’ex Generale sono stati e rimangono significativi. Egli ha stimolato l’inculturazione nell’azione missionaria, ha risposto all’appello dei rifugiati, ha condotto la Compagnia a impegnarsi al servizio della fede contro ogni ingiustizia e contro l’incredulità, ha promosso il dialogo interreligioso, ha invitato gli allievi dei gesuiti, in tutto il mondo, a essere “uomini e donne per gli altri”.
Il P. Sosa sottolinea che il processo verso la beatificazione del P. Arrupe non è che all’inizio, con i passi intrapresi nella diocesi di Roma, luogo del suo decesso. Di fatto, è alla basilica del Laterano, il 5 febbraio prossimo, che avrà luogo la sessione d’apertura della beatificazione. Verranno poi raccolte delle testimonianze di più di cento testimoni e verranno esaminati i documenti pertinenti alla causa.
Il Superiore generale conclude dicendosi sicuro del fatto che stiamo entrando in un tempo di grazia che susciterà nei gesuiti e in coloro che sono vicini alla Compagnia un rinnovamento spirituale fruttuoso, animato dallo Spirito Santo.
È stato appena lanciato un nuovo sito web sul P. Arrupe; consultatelo andando a arrupe.jesuitgeneral.org/en; la versione in francese e in spagnolo sarà presto disponibile.
Causa di beatificazione
di Padre Pedro Arrupe
A TUTTA LA COMPAGNIA

Cari Fratelli,

ho la gioia di comunicare all’intero corpo religioso e apostolico della Compagnia di Gesù che il processo verso la possibile beatificazione di Padre Pedro Arrupe, il 28mo  Superiore Generale della Compagnia di Gesù, è ufficialmente iniziato. Da ora in poi, infatti, egli è considerato un “Servo di Dio”. La causa è stata messa in moto dal Vicariato di Roma, il luogo della sua morte. Dopo la preghiera ed un’attenta considerazione, la Compagnia ha richiesto l’inizio di questo discernimento ecclesiale sulle virtù eroiche di Padre Arrupe.

Durante gli ultimi mesi, come ho riferito alle persone a proposito di questa intenzione durante i miei viaggi in alcuni luoghi, io sono stato in grado di vedere da me stesso quanto siano vive la memoria e l’eredità di Padre Arrupe. Eloquenti e anche commoventi lettere postulatorie ricevute da tutto il mondo confermano che la sua reputazione per la santità è riconosciuta in differenti settori della Chiesa. Questa reputazione di santità è spontanea, continua e durevole.

Gesuiti e non gesuiti dappertutto hanno testimoniato le eccezionali qualità di Padre Arrupe: il suo desiderio di adempiere in ogni cosa il volere di Dio Padre, il suo radicamento in Gesù Cristo, la sua fiducia nello Spirito Santo come guida della Chiesa, la sua ferma lealtà al S. Padre, il “Vicario di Cristo sulla terra”, la sua disposizione missionaria, la sua fedeltà personale al nostro modo di procedere, la sua sensibilità alle situazioni sociali drammatiche, il suo amore e vicinanza ai poveri. Padre Pedro Arrupe si è dimostrato essere uno straordinario, appassionato, “uomo di Dio e uomo della Chiesa”.

Guardando indietro al centoundicesimo anno dalla sua nascita, noi riconosciamo come un grande contributo alla Compagnia e alla spiritualità Ignaziana il suo incoraggiamento alla riscoperta degli Esercizi Spirituali, altri testi essenziali di St. Ignazio, e il metodo di discernimento personale e discernimento in comune. Noi ricordiamo come Padre Arrupe chiese alla Trinità – nella quale il carisma Ignaziano è radicato – “di comprendere cosa la manifestazione fatta a Ignazio significasse per noi e per la Compagnia oggi”. Questo modo di procedere ha lastricato la strada per il rinnovo della vita dei Gesuiti, la loro consacrazione e voti, la comunità e la missione. In generale, egli ha fornito i mezzi per la Compagnia, la Chiesa e la società in generale per essere nutrite dalla ricchezza della tradizione Ignaziana.

Qualcosa del genere è avvenuto similmente con la vita consacrata, il sacerdozio ed il laicato, con il quale Padre Arrupe mantenne una relazione permanente. La sua presenza entusiastica, libera, saggia e fedele nella tumultuosa Chiesa del Concilio, nella quale lo Spirito aveva diffuso la sua luce, espresse il desiderio di integrare i valori migliori della tradizione con quelli necessari per l’adattamento della Cristianità ai nuovi tempi. Il Servo di Dio fu  eletto Superiore Generale nel 1965 e fu ancora in grado di partecipare all’ultima sessione del Secondo Concilio Vaticano Ecumenico. I 18 anni che egli spese come capo della Compagnia – e i suoi 17 anni come Presidente dell’Unione dei Superiori Generali – coincisero con l’implementazione del Concilio. Nelle decadi seguenti il Concilio, egli applicò con “creativa fedeltà”, così tanto che, il Padre Peter-Hans Kolvenbach nel 2007 lo descrisse come un “profeta del rinnovamento Conciliare”. Riferendosi nel 2011 a questo periodo, Padre Adolfo Nicolás richiamò l’insistenza di Padre Arrupe sul fatto che “lo spirito di S. Ignazio ci guida e dirige in questo tempo importante nella vita della Chiesa”, una Chiesa che sempre volle servire incondizionatamente.

Padre Arrupe, convinto della ricchezza della diversità culturale, incoraggiò l’inculturazione nel suo servizio missionario di trasmissione della Buona Notizia. Egli rispose alla chiamata dei rifugiati. Egli ha guidato la Compagnia – come una richiesta del servizio di fede – a combattere contro ogni ingiustizia e miscredenza. Egli invitò i nostri studenti a essere “uomini e donne per gli altri”. Egli promosse la riconciliazione, il dialogo ecumenico e interreligioso... Allo stesso tempo, a livello individuale, egli trattò ogni persona con grande rispetto, ascoltando e dando fiducia a ciascuno come portatore di doni unici dello Spirito per il Corpo. Questo atteggiamento era un’altra sfaccettatura della sua fiducia in Dio, che fu facilitata dalla povertà e semplicità della sua vita quotidiana. Fino alla fine, ha comunicato una grande bontà, che maturò anche di più attraverso la sua malattia, dove si sapeva totalmente nelle mani di Dio.

Siamo nei primi passi della causa. Una volta che saranno stati ricevuti il nihil obstat della Santa Sede e il consenso dei Vescovi più vicini a Roma nella Conferenza Episcopale Italiana, e che l’assenza di ostacoli presso il Popolo di Dio sia stata assicurata, il 5 Febbraio 2019, nel 28mo anniversario della sua morte, la sessione che formalmente aprirà la causa avrà luogo alla Basilica di S. Giovanni in Laterano. Allora, le varie persone incaricate del processo diocesano inizieranno il loro lavoro raccogliendo la testimonianza di più di cento testimoni, principalmente da Spagna, Giappone e Italia. Infatti, nei mesi recenti, due commissioni hanno già iniziato il loro lavoro, rivedendo tutti i suoi lavori pubblicati e molti documenti non pubblicati scritti da o su Padre Arrupe e sul contesto socio-ecclesiale nel quale visse.

Un segno della memoria, devozione e dell’influsso vivo di Padre Arrupe tra di noi è il numero di comunità, case, opere apostoliche e programmi che portano il suo nome. Il Postulatore Generale della Compagnia a Roma (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) metterà insieme tutti questi dati, insieme ad ogni informazione sulla sua vita e la santità, e le grazie ed i favori ricevuti atttraverso la sua intercessione. Siete invitati ad inviare al Postulatore Generale qualsiasi informazione rilevante sulla vita, morte e sul periodo successivo alla morte di Padre Arrupe. Un nuovo sito web su padre Arrupe è stato da poco realizzato e può essere trovato all’indirizzo: https://arrupe.jesuitgeneral.org/en.

Sono convinto che la persona di padre Pedro Arrupe, in questo tempo di grazia mentre ci muoviamo verso una beatificazione desiderata, inspirerà nei Gesuiti e in quelli con i quali condividiamo la missione un più grande desiderio di unione e rinnovo spirituale, spingendoci ad una maggiore collaborazione nella riconciliazione di tutte le cose in Cristo, guidandoci, “sotto il Romano Pontefice”, dovunque lo Spirito guidi.

Possa Nostra Signora della Strada continuare ad accompagnarci su questo sentiero di preghiera e discernimento cosicché attraverso la sua mano noi possiamo essere vicini al Signore Gesù e crescere come discepoli.

Roma, 14 novembre 2018
Festa di S. Giuseppe Pignatelli
(Originale: spagnolo)

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