Ecco in poche parole il messaggio che la Compagnia di Gesù vuole trasmettere. Si tratta del cuore del discorso che il padre Arturo Sosa, Superiore Generale, ha rivolto a un gruppo di giornalisti in occasione di un incontro di carattere informale che si è tenuto il 3 dicembre.

Nei media, un po’ ovunque nel mondo, si parla poco dei gesuiti. Si fa talvolta riferimento ad alcune grandi istituzioni educative, si menziona che il Papa è un gesuita, nella migliore delle ipotesi si rimarca l’impegno della Compagnia con i rifugiati mediante il JRS. E poi, come si fa con altre congregazioni religiose o alcune diocesi, si mettono in evidenza gli scandali.

Il Padre Generale, con il supporto dell’ufficio comunicazione della Curia, ha voluto presentare un ritratto realista e attuale della Compagnia di Gesù a dei giornalisti che, a Roma, rappresentano i media, per la maggior parte “laici”, che sono interessati alle questioni religiose. Con coloro che hanno partecipato a quest’incontro, egli ha condiviso le sue riflessioni sul mondo attuale. Ha parlato della frustrazione di tante persone di fronte alla disuguaglianza e alla povertà, della sorte dei rifugiati e dei dimenticati che sono vittime della tratta degli esseri umani, della difficoltà di tante persone di vivere in un contesto di libertà e democrazia.

Ha fatto un excursus sull’anno che volge al termine, ricordando l’importanza del processo di discernimento che ha portato alla scelta delle quattro Preferenze apostoliche universali. Ha insistito sul fatto che il discernimento, per noi gesuiti, non è solo una parola trendy, qualcosa che promuoviamo perché Papa Francesco ne parla spesso. È un modo di guardare la realtà, di prendere decisioni alla luce della fede, lasciando posto allo Spirito di Dio presente nel cuore del mondo. Egli ha inoltre menzionato che la Compagnia ha cominciato, e intende continuare, a condividere la sua esperienza di discernimento con le autorità ecclesiastiche e di altri rappresentanti del mondo religioso nel quadro di sessioni di formazione alla leadership.

Riguardo alle Preferenze, il padre Sosa le ha definite come quattro dimensioni che devono caratterizzare ognuno dei nostri impegni, ognuna delle nostre opere. Sono degli orientamenti che ispirano il nostro modo di vivere e che, in questo senso, devono essere comprese come “un insieme” e non come quattro opzioni tra le quali i gesuiti o le opere possono scegliere. Non partiamo da zero, ha detto. Questi orientamenti sono già presenti nelle nostre vite e nei nostri impegni dato che sono in linea con la realizzazione dei frutti del Concilio Vaticano II, in collegamento con il “programma” di Papa Francesco.

Infine il Generale ha chiarito ai giornalisti che tutto quello che la Compagnia intraprende è in risposta al grido dei poveri e della terra, un grido che abbiamo sentito chiaramente. Egli ha detto: “Voi stessi, come professionisti della comunicazione, ascoltate il grido del mondo di oggi e cercate di farlo sentire a tutti. Anche voi, come noi, potete così contribuire a costruire un futuro pieno di speranza.”

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