Sabato 25 agosto, durante il suo soggiorno in Irlanda, Papa Francesco ha dedicato alcuni minuti della sua fitta agenda all’incontro con i suoi confratelli gesuiti della Provincia d’Irlanda. Il Provinciale, Leonard Moloney, ha poi riferito le sue impressioni sull’evento al Padre Generale.

Quello che lo ha colpito è stato che il Santo Padre si è innanzitutto scusato per il fatto che avrebbe avuto poco tempo da trascorrere con il gruppo di gesuiti, in quanto aveva scelto di trattenersi più del previsto all’incontro con le vittime di abusi commessi da ecclesiastici. In presenza dei gesuiti, la sua umanità, la sua umiltà, la sua gioia e l’essere a proprio agio in quel contesto erano palpabili.

Possiamo riassumere così quello che il Papa ha detto di aspettarsi dai gesuiti irlandesi:

a) Fare tutto il possibile per aiutare la Chiesa d’Irlanda a guarire dalla terribile crisi degli abusi sessuali da parte di ecclesiastici, a riparare ai danni fatti e a ridare serenità a tante persone;

e inoltre,

b) Esaminare i loro modi di essere e di agire per identificare come potrebbero incoraggiare meglio dei giovani uomini a entrare nella Provincia d’Irlanda. A tal fine, ha proposto di sottolineare la centralità della gioia del Vangelo e della persona di Gesù Cristo.

Il Papa ha anche insistito fortemente sulla denuncia del clericalismo e di ogni forma di autoritarismo che spesso gli viene associato. Ha anche incoraggiato i suoi fratelli nel sacerdozio ad avere un approccio essenzialmente misericordioso e pastorale nel sacramento della riconciliazione, condannando ogni tendenza al giudizio e dando priorità alla presentazione di un volto misericordioso e amorevole di Dio.

Il Padre Moloney, nel suo rapporto di quest’incontro unico, sottolinea come Papa Francesco sia apparso felice tra i suoi confratelli. Si sentiva questa gioia crescere durante l’incontro. Su richiesta del Santo Padre che, ancora una volta, ha chiesto di pregare per lui, tutti hanno recitato un’Ave Maria. Il Papa ha poi dovuto lasciare la sala, ma non prima di aver rivolto un saluto più personale alle persone in sedia a rotelle.

In conclusione, conclude il Padre Provinciale, è stata una meravigliosa opportunità per la Provincia d’Irlanda, un vero privilegio, anche se il contesto di sofferenza e rabbia delle vittime di abusi e di tanti irlandesi ha indubbiamente pesato sul clima della giornata.

Un rapporto dettagliato dell'incontro, preparato in quattro lingue, è disponibile su La Civiltà Cattolica: www.laciviltacattolica.it/