Che cosa si è compiuto della profezia?

Gesù ritorna a Nazaret, dove è stato allevato, preceduto da una fama che suscita la curiosità di coloro che l’avevano conosciuto come “uno dei tanti” per molti anni. L’evangelista Luca fa notare che la differenza si fondava sul fatto che egli ritorna “con la potenza dello Spirito”. Tutti gli sguardi pendono quindi dalle sue labbra quando egli si siede per commentare il testo del profeta Isaia che aveva appena proclamato.

“Allora cominciò a dire loro: Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”. L’evangelista non riporta interamente il messaggio di Gesù ma la reazione dei suoi familiari e amici riuniti nella sinagoga. “Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca”.

Che cosa si è compiuto di questa profezia? Possiamo domandarci: l’oppressione domina in lungo e in largo nel mondo di oggi come in quello di ieri; i prigionieri attendono la liberazione e i ciechi aspirano ancora a vedere… Ciò che si è compiuto è il fatto che egli è stato unto cosi che lo Spirito Santo è diventato l’unica guida della vita-missione di Gesù.

Mutatis mutandis, è ciò che abbiamo sperimentato come Consiglio Allargato e come corpo apostolico della Compagnia di Gesù dopo che il P. Adolfo Nicolas ci chiese di ascoltare le chiamate dello Spirito Santo come modo di preparare la Congregazione Generale 36°. Durante la medesima Congregazione abbiamo sperimentato, con ammirazione e gratitudine, come siamo stati guidati dallo Spirito Santo, esperienza che si è prolungata durante il processo di discernimento in comune e di assimilazione delle preferenze apostoliche universali 2019-2029 della Compagnia di Gesù.

Ammirazione e gratitudine che si sono fatte esplicite durante questi giorni di riunione del Consiglio Allargato e che vogliamo esprimere sacramentalmente in questa Eucaristia, insieme alla Comunità della Curia generalizia. Non usciamo dalla nostra ammirazione nello sperimentare la pazienza e la generosità del Signore nel condurci per mano. Ci meraviglia questo amore che prende l’iniziativa e ci regala la capacità di amare secondo il suo stile, volgendo lo sguardo ai nostri fratelli e sorelle oppressi, prigionieri, ciechi a causa delle situazioni di peccato strutturale e personale presenti in tutte le dimensioni della vita umana, che minacciano la vita della gente e dello stesso pianeta terra in cui abitiamo.

Insieme vogliamo ringraziare con cuore sincero per il fatto che il Signore, con pazienza amorosa, ci ha accompagnati e ci ha insegnato a lasciarci guidare dallo Spirito Santo. Lo stesso Signore che ha consegnato il suo proprio Figlio perché tutti abbiamo vita in abbondanza e ci accompagna ogni giorno alla presenza del suo Spirito, ci offre pazientemente la sua grazia perché impariamo a trovare il cammino, a leggere i suoi segnali e a lasciarci guidare lungo la strada che porta al pieno compimento della sua volontà salvifica ripetutamente proclamata dai profeti.

La Prima Lettera di Giovanni ci parla della ‘vittoria’ sul mondo, come fa anche S. Ignazio nella Seconda Settimana degli Esercizi Spirituali, quando prepara l’esercitante a fare la sua elezione. La vittoria deriva dalla nostra fede che Gesù –nato da Maria a Betlemme, allevato da Maria e Giuseppe a Nazaret- è il Cristo, il Messia di Dio annunciato dai profeti, dal quale abbiamo ricevuto la redenzione e il perdono dei peccati.

“Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio: e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato”. L’esperienza di essere amati gratuitamente dal Signore, che ci porta a riconoscere questo amore, amando anche noi gli esseri umani riconciliati in Cristo, è la fonte della nostra sensibilità apostolica e del nostro impegno al servizio della missione di Cristo e della sua Chiesa.

La vittoria in forza della fede va associata alla missione di annunciare la Buona Notizia ai poveri. L’amore di Dio si fa realtà nell’amore agli esseri umani che si converte in compito missionario che porta ad impegnare la propria vita per contribuire alla giustizia, ossia alla creazione di un mondo fraterno nel quale tutti possano trovare le condizioni per una vita degna come fratelli e sorelle.

In questa missione di riconciliazione e giustizia, con altri e altre, siamo impegnati, ispirati, illuminati e spinti dalle Preferenze Apostoliche Universali attraverso le quali stiamo imparando ad essere guidati dallo Spirito per strade che non dipende da noi né aprire né decidere. Sono l’altra via che è stata insegnata dallo Spirito ai magi d’Oriente per ritornare ai loro Paesi ad annunciare la Buona Notizia della nascita di Gesù Redentore.

È una vita di preghiera quella che ci mantiene in contatto con il Dio-amore che alimenta la nostra fede e ci invia ad annunciare la Buona Notizia ai poveri e a partecipare alla missione di riconciliazione di tutte le cose in Cristo. Nostra Signora Maria di Nazaret e il suo sposo San Giuseppe ci conducano per mano come fecero con Gesù perché si compia la profezia di liberazione, opera di Dio, nella nostra storia.

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